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Mercatini dell’Usato in Italia

Nell’ultimo decennio sono andati diffondendosi anche in Italia i mercatini dell’usato che stanno conoscendo un successo crescente tra tutte le fasce di pubblico. Ampiamente apprezzati nei paesi anglosassoni, da noi, fino a una decina di anni fa, era invece considerata una bizzarria l’acquisto di merce usata ed era possibile farlo solo in luoghi ben precisi, come i caratteristici mercati di Porta Portese a Roma, Senigallia a Milano o Porta Palazzo di Torino. Le rivendite di usato con una sede fissa erano rarissime e con una cerchia molto ristretta di clienti, poi, complice la crisi economica ma, soprattutto una rinnovata coscienza ecologica, nell’ultimo decennio sono nati centinaia di mercatini, non solo nelle grandi città, ma anche nei piccoli centri, a riprova che anche gli italiani hanno scoperto il fascino e la convenienza dell’acquisto della merce non nuova.

I fattori che hanno determinato un tale successo sono diversi. Innanzitutto ci si è resi conto che lo spreco, il buttare tutto ciò che non serve più, è un comportamento che non possiamo più permetterci per non finire sommersi dai rifiuti. L’era del consumismo è terminata e ciò che è usato non viene più considerato vecchio, anzi si è riscoperto il fascino degli oggetti del passato, del vintage nell’arredamento, nell’abbigliamento e negli accessori.

Nei mercatini, però, non si trattano solo articoli di una certa età (il vintage infatti si riferisce a oggetti che abbiano almeno venti anni), ma si trovano soprattutto abiti, libri, arredi, elettrodomestici recenti e dal prezzo decisamente “leggero” e, la convenienza, oltre al buono stato degli articoli, fanno propendere per l’acquisto anche i più scettici. I mercatini trattano moltissimi settori merceologici, si va dall’abbigliamento all’arredamento, alcuni sono specializzati in un settore molto specifico, come ad esempio quei punti vendita che trattano specificatamente articoli tecnologici quali stampanti, computer e cellulari o quelli che accolgono solo prodotti per bambini, altri invece, su grandi spazi espositivi, trattano veramente di tutto. I clienti che frequentano i mercatini appartengono a tutte le classi sociali.

Se i ceti più bassi sono perlopiù alla ricerca di articoli indispensabili, chi non ha problemi economici li frequenta per andare alla ricerca di oggetti particolari, ma anche di pezzi di antiquariato e modernariato. La maggior parte dei punti vendita dell’usato appartengono a catene di franchising e sono in conto vendita, fungono cioè da intermediazione tra chi vende e chi acquista.

Chi possiede oggetti che non utilizza più li porta al mercatino che li espone e, una volta venduti, il ricavato, a cui viene detratta una commissione, viene consegnato al venditore. Non c’è dubbio che si tratta di un modo remunerativo per sbarazzarsi di ciò che si ritiene inutile: si dà modo a qualcun altro di utilizzarlo e, nello stesso tempo, si consegue un piccolo guadagno.